superlega

Un vero e proprio terremoto calcistico. Una domenica all’insegna delle polemiche, delle novità e delle discussioni. La nascita della Superlega – alla quale parteciperanno dodici club dell’élite europea – ha creato una vera e propria spaccatura. In Italia e nel continente, l’argomento del giorno è legato alla formazione della nuova competizione internazionale. L’ufficialità delle ultime ore ha fatto scatenare un sisma negli ambienti e la sensazione è che la questione andrà ancora avanti.

Nel contempo, la Lega Serie A si sta muovendo. Secondo le ultime indiscrezioni lanciate dall’edizione odierna de La Repubblica, alcune società nostrane avrebbero chiesto l’esclusione di Milan, Inter e Juventus – squadre fondatrici e partecipanti alla Superlega – dal campionato. Una rottura evidente tra le parti in causa e un summit previsto nelle prossime ore per arrivare a una decisione. “Quello che ascoltiamo in queste ore sono pensieri che a noi non piacciono. Chi aderisce a questo progetto ha una grande responsabilità perché rischia di uccidere il nostro campionato. Cerchiamo di capire ma si prospetta qualcosa di non piacevole” così l’ad del Sassuolo, Giovanni Carnevali.

L’eco, però, arriva anche dagli altri presidenti e club italiani. Tornei nazionali con meno appeal, calo di ascolti televisivi e riduzione degli introiti. Di conseguenza, una netta differenza tra le ricche proprietà europee e le squadre non invitate al format. La netta presa di posizione della Uefa ha fatto muovere altresì la Serie A: il presidente Paolo Dal Pino e l’amministratore delegato Luigi De Siervo sono pronti a firmare un documento congiunto con la massima organizzazione continentale.

Alle 17.30 è prevista una riunione tra le 20 società: si discuterà del futuro delle tre blasonate nazionali e della possibilità di avanzare una scelta drastica per quanto concerne la loro partecipazione alla Serie A.

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