salernitana kiyine

Stand-by. È il termine adatto per sintetizzare il momento della Salernitana sul mercato. E a poche ore dal ritorno in campo contro l’Empoli, il gruppo di Fabrizio Castori è ancora orfano di rinforzi nei reparti. Alimentare la speranza di vetta è una richiesta ormai consolidata in città. Eppure, al netto dell’acquisto di Mamadou Coulibaly, non ci sono stati ulteriori interventi da parte della proprietà. Muscoli, sostanza e quantità del senegalese per il centrocampo. Poi il nulla, in una finestra invernale che assume contorni sempre più decisivi attorno al sodalizio granata. Il banco di prova per comprendere le reali intenzioni del duo LotitoMezzaroma.

E come accade ormai da qualche anno, si potrebbe riallacciare l’asse da Roma – sponda Lazio – a Salerno. A rendere più vivace le ultime ore attorno all’ambiente campano ci ha pensato Sofian Kiyine. Il marocchino, con cittadinanza belga, è un separato in casa biancoceleste. Dopo il ritiro estivo ad Auronzo di Cadore, il classe 1997 non ha avuto più la possibilità di mettersi in mostra con la casacca capitolina. Ed ecco che, tramite i social, ha lanciato chiari segnali verso la Salernitana con un post che lo ritrae con la maglia del Cavalluccio e la didascalia – tradotta – “Tutto è scritto”. L’operazione, nonostante i rapporti interni tra i club, è in salita e, almeno al momento, di dubbia concretizzazione. Tuttavia, si potrebbero delineare scenari – tutt’altro che nuovi – nelle prossime ore.

Si tratterebbe di un ritorno – il terzo, nello specifico – di Kiyine allo stadio Arechi. Già due le esperienze del funambolo in granata. Tra luci ed ombre cercheremo di evidenziare i tre punti favorevoli su un suo possibile approdo e i tre lati negativi dell’affare tra la Bersagliera e l’Aquila.

Gli aspetti positivi di un possibile ritorno di Kiyine

Le qualità tecniche – Sofian, senza alcuno scetticismo in merito, possiede qualità invidiabili per la categoria. Estro e fantasia accompagnano le giocate del marocchino che ha abituato a colpi spesso inediti in cadetteria. Buona gamba, freddo in area di rigore e dagli undici metri. Un cecchino infallibile. È abile nell’utilizzo di entrambi i piedi, ma con il destro – quando in giornata – riesce a creare una giocata vincente eludendo la marcatura degli avversari e spianando la strada alla superiorità. Caratteristiche che coincidono anche con l’intelligenza tattica nella doppia fase di gioco.

Il ruolo – È un jolly. Oltre ad estrarre il coniglio dal cilindro nei momenti inaspettati, Kiyine è un giocatore polivalente. Sa muoversi in più zone del campo, alternando ovviamente le prestazioni in base alle sue peculiarità. Nello scacchiere di Castori, il ventitreenne potrebbe ricoprire la posizione di esterno di centrocampo in un 4-4-2 o di interno come mezz’ala nel 3-5-2. Non disdegna neanche il ruolo sulla trequarti tra le linee dove è solito mettere in affanno la difesa avversaria con i movimenti dietro le punte. Dunque, una pedina che risulterebbe utile nello schieramento del mister.

Il discorso economico – In un periodo di totale difficoltà dal punto di vista economico per le società, con scarsi proventi e assenza di tifosi, l’operazione potrebbe essere valida. Un trasferimento a titolo temporaneo che permetterebbe alla Salernitana di contare su un altro elemento di spessore per la Serie B e di completare uno dei reparti più in crisi nella prima parte di stagione. Un prestito, quello dalla Lazio, che in un periodo così non è da disprezzare.

I punti sfavorevoli dell’operazione

L’atteggiamento – Salerno è riconosciuta per il grande attaccamento alla Salernitana e alla divisa del Cavalluccio. Come nella maggior parte delle piazze dove si respira calcio in ogni minuto della giornata si pretende massimo impegno. E spesso Kiyine, nelle precedenti parentesi, ha avvicendato prove personali di gran livello a performances irritanti e inconcludenti. Atteggiamenti non ammissibili che gli sono costati anche qualche esclusione dall’undici di Ventura lo scorso anno. Un suo arrivo a gennaio dovrà prevedere la massima serietà senza rompere gli equilibri.

Il precedente estivo – In estate, durante la sessione di mercato, la sua candidatura per un’avventura 3.0 era stata presa in considerazione. La volontà del giocatore, attraverso dichiarazioni e indiscrezioni, è sempre stata quella di restare in biancoceleste per giocarsi le chance alla corte di Inzaghi. Legittimo per un ragazzo che sogna di essere titolare in massima serie e con una squadra dalla grande tradizione. E allora l’interrogativo sorge spontaneo: perché riprenderlo a Salerno ora?

Il via-vai tra Salernitana e Lazio – In un momento così delicato, un nuovo capitolo dell’ormai rapporto tra campani e laziali potrebbe riportare alla luce il malcontento di Salerno. Con l’ascia di guerra sotterrata per il bene della Salernitana, protagonista di un campionato di vertice, sarebbe inopportuno istigare la tifoseria con il tormentone “Mamma Lazio”. Un punto sul quale il maturo pubblico granata potrebbe anche sorvolare.

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